Agevolazioni Covid-19

Proroga agevolazioni creditizie imprese femminili e professioniste

Recentemente l’ABI (Associazione bancaria italiana) ha comunicato la proroga al 31 dicembre 2017 delle agevolazioni previste per l’accesso al credito nel Protocollo d’Intesa per lo sviluppo e la crescita delle imprese femminili e delle libere professioniste. Il protocollo è stato sottoscritto insieme a:

  • Il Dipartimento per le pari opportunità,
  • il Ministero dello sviluppo economico;
  • Confindustria,
  • Confapi,
  • Rete Imprese Italia
  • Alleanza delle Cooperative Italiane.

I destinatari degli interventi sono le lavoratici autonome, comprese le libere professioniste e le piccole e medie imprese (PMI) a prevalente partecipazione femminile.

Il Protocollo prevede che ciascuna delle banche aderenti metta a disposizione delle imprese femminili e delle lavoratrici autonome un determinato plafond finanziario, diretto alla concessione di finanziamenti, a condizioni competitive, mediante le seguenti tre linee direttrici:

  • “Investiamo nelle donne”: finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa ovvero della libera professione;
  •  “Donne in ripresa”: finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle PMI e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà;
  • “Donne in start-up”: finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese a prevalente partecipazione femminile ovvero l’avvio della libera professione.

Inoltre, è previstra la possibilità che il rimborso del capitale dei finanziamenti erogati possa essere sospeso, una sola volta nell’intero periodo dell’ammortamento del finanziamento bancario e per un periodo fino a 12 mesi, nei seguenti casi:

  • maternità dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma;
  • malattia invalidante di un genitore o di un parente o affine entro il terzo grado conviventi dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma;
  • grave malattia dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma, ovvero del suo coniuge, o convivente, o dei figli anche adottivi.