L’autocertificazione con reddito falso è delitto punito con reclusione

La Corte di Cassazione, sezione V penale, con la sentenza n. 33218 depositata il 24 agosto scorso, ha affermato che il privato che dichiara falsamente in un’autocertificazione di non aver conseguito redditi commette il delitto di falsità ideologica, che è punito con la reclusione fino a due anni. L’autocertificazione prevista dal Dpr n. 445/2000, infatti, attribuisce funzione probatoria, ai fini amministrativi, alle dichiarazioni rese dal privato, le quali consentono di provare i fatti attestati evitando l’onere di produrre altri documenti, come la dichiarazione dei redditi.