Appalti

Decreto del fare tra novità fiscali e riduzione dei poteri di Equitalia

Sabato 15 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato il c.d. "Decreto del fare", un decreto legge che contiene numerose misure per aiutare la ripresa economica del nostro Paese. Il decreto contiene anche novità fiscali. Per rilanciare la nautica, arriva un taglio alla tassa sulle imbarcazioni introdotta dal Governo Monti, ora prevista solo per imbarcazioni di lunghezza superiore a 14 metri (prima era 10 metri). E’ stata soppressa, poi, la norma che prevedeva la responsabilità solidale dell’appaltatore e la responsabilità sanzionatoria del committente (da 5.000 a 200.000 euro) per il versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva dovuta dal subappaltatore o dall’appaltatore. Abrogato anche il 770 mensile. La Robin Tax viene estesa anche alle imprese energetiche con ricavi che superano i 3 milioni di euro ed un imponibile superiore a 300 milioni di euro. Numerose le novità riguardanti la riscossione. Equitalia potrà iscrivere ipoteca, ma non potrà più espropriare la prima casa, se questa è l’unico bene del debitore o è la sua residenza anagrafica. Tale regola non vale solo per gli immobili A/8 e A/9. Per tutti gli altri immobili diversi dalla prima casa, l’espropriazione potrà essere attivata solo per debiti superiori a 120.000 euro. La riscossione dei debiti erariali iscritti a ruolo potrà avvenire, poi, anche mediante pagamenti in 10 anni (120 rate), anziché in 6 anni (72 rate) previsti finora. Il beneficio della dilazione decadrà ora solo dopo il mancato pagamento di ben 8 rate e non più di 2. Dal 30 settembre prossimo, non sarà più applicato l’aggio alle cartelle di pagamento. Tra le altre misure del decreto, spunta una "riedizione" della Legge Sabatini grazie alla quale le Pmi potranno accedere a finanziamenti e anche contributi a tasso agevolato per l’acquisto di macchinari per un massimo di risorse di 5 miliardi di euro. Le Pmi agevolate potranno impiegare anche il leasing finanziario. Viene previsto, poi, un taglio di 550 milioni all’anno del peso fiscale sulle bollette.
 

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