Manovra correttiva 2017: rideterminazione base ACE

L’agevolazione ACE 2017, aiuto alla crescita economica, è stata modificata dalla manovra correttiva 2017, pubblicata il 24 aprile 2017 sulla Gazzetta ufficiale.
Per la seconda volta in pochi mesi il legislatore è intervenuto per depotenziare l'incentivo alla capitalizzazione delle imprese (disciplinato dal DL 201/2011) prevedendo:

  • la riduzione dal 4.75% al 2.30% del coefficiente (con la legge di stabilità 2017 L. 232/2016)
  • il taglio all'ACE delle società di persone
  • l'eliminazione dal calcolo degli incrementi patrimoniali formati oltre i cinque anni precedenti. In particolare, l’articolo 7 del DL 50/2017 ha previsto che all’articolo 1 del DL  201/2011 le parole “dell’esercizio in corso al 31.12.2010” siano sostituite dalle seguenti “del quinto esercizio precedente” e tali disposizioni si applicano a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2016.

Fino al 2016, com'è noto, la base di calcolo dell'agevolazione era costituita dagli accantonamenti degli utili a riserva e dei conferimenti dei soci realizzati a partire dal 01.01.2011. Dall'anno di imposta 2017 (Redditi 2018) l'arco temporale di riferimento dell'incremento patrimoniale è limitato a 5 esercizi, così che il parametro iniziale è diventato mobile, passando dal 2011 al 31 dicembre del quinto esercizio precedente. Per l'ACE 2017 escono così gli incrementi avvenuti nel 2011 e nel 2012.
Il DL 50/2017 inoltre ha modificato il comma 552 della Legge di stabilità 2017 prevedendo che

  • per il periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data del 31.12.2016 rileva come incremento di capitale proprio anche la differenza fra il patrimonio netto al 31.12.2015 e il patrimonio netto al 31.12.2010.
  • dal periodo d’imposta successivo e fino a quello in corso al 31.12.2019 rileva come incremento di capitale proprio anche la differenza tra il patrimonio al 31.12.2015 e il patrimonio netto al 31.12 del quinto periodo d’imposta precedente